Le fasi dell'elaborazione del dolore

Seconda fase

 

 

Una volta scoperto il pezzo mancante del quadro, cioè l'esistenza del Disturbo Narcisistico di Personalità, tutto cambia.

La scoperta del narcisista, del concetto di narcisista, permette alla vittima di avere finalmente un termine di riferimento nel quale far rientrare la descrizione di tutto ciò che ha vissuto.

Ogni ricordo inspiegabile ora trova spiegazione e tutto questo conduce ad un nuovo particolare stato d'animo.

Gli stadi tipici della seconda fase sono:

- La comprensione della psicopatologia del narcisista

- La comparsa di emozioni ritardate

- La perdita dell'innocenza

 

 

 

I sintomi sono: stanchezza fisica, bisogno di convalida della propria esperienza, shock, disgusto, paranoia, la sensazione di avere una morsa allo stomaco.

Questa è una delle più particolari ed importanti fasi di tutto il processo di elaborazione del dolore.

Per capire davvero un narcisista è necessario sentire come sente un narcisista.

La maggior parte delle vittime vive basandosi sui valori dell'amore, della comprensione e della sincerità, ed è quindi quasi impossibile immaginare di poter empatizzare con un narcisista.

Via via che sperimenta il processo di elaborazione del proprio dolore, la persona può perdere una piccola parte di sè, poichè inizia davvero a comprendere come lavora la mente del narcisista.

Riconosce non solo i campanelli d'allarme, ma anche tutto il piacere sadico che il narcisista ha provato quando l'ha distrutta e l'indifferenza che ha ricevuto quando implorava e piangeva.

Invece di giustificare tutto come un atto di insensibilità, la vittima inizia a guardare al passato e a comprendere tutti i comportamenti del narcisista da una prospettiva completamente diversa.

Dal rispecchiamento nella fase del love-bombing all'erosione dell'identità alla triangolazione fino all'abbandono.

La sensazione è di profondo disgusto.

Realizza che non solo non è mai stata amata, ma che è semplicemente l'ennesima vittima in un ciclo senza fine.

Comprende che tutto quello che l'ha fatta sentire paranoica era in realtà un atto di abuso psicoemotivo calcolato e consapevole.

E finalmente arriva a comprendere una dolorosa quanto terribile verità:  "l'amore della sua vita", la persona in cui ha creduto con tutto il cuore, ha programmato il fallimento della relazione fin dall'inizio.

 

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I sintomi di questa fase sono: collera, depressione, gelosia, rancore, bisogno di vendetta, bisogno intenso di contattare di nuovo il narcisista.

Una volta che la vittima ha compreso di aver avuto a che fare con un narcisista, inizia a fare esperienza di tutta una serie di emozioni negative.

In questa fase, inizia a sentire tutte le sensazioni e le emozioni cui non si era data permesso di accedere durante la relazione al fine di mantenere la relazione stessa in equilibrio.

Si manifestano quindi tutti quegli stati d'animo che in precedenza, durante la relazione, erano stati repressi.

In realtà, quelle emozioni non erano mai state completamente rimosse; semplicemente si manifestavano sotto forma di ansia ed insicurezza.

I dubbi su se stessa vengono sostituiti dalla rabbia; la vittima diventa consapevole di quanto sia stata manipolata, ingannata e del lavaggio del cervello cui è stata sottoposta.

Emerge un bisogno dilagante di dire a tutti chi fosse il narcisista, ne parla ossessivamente e continuamente con amici e parenti: ha taciuto per troppo tempo ed ora ha finalmente ritrovato la propria voce.

Ogni volta che la vittima ha accusato il narcisista di mentire o di tradire, questa accusa le è stata rovesciata contro dicendole che era completamente pazza o esagerata.

La dissonanza cognitiva ha causato una profonda repressione della rabbia, che finalmente ora esplode.

Si possono verificare emozioni ritardate anche rispetto alla gelosia, proprio nel momento in cui la vittima scopre da quanto tempo l'inganno andasse avanti e quanto il narcisista abbia strumentalizzato il comportamento indotto nella vittima per corteggiare qualcun altro attraverso la simpatia e la compassione.

Tutta l'opera di calunnia che è stata fatta nei confronti della vittima le fa sentire il bisogno di dimostrare a tutti cosa sia realmente accaduto e di difendere se stessa.

E' importante non fare assolutamente nulla in questa fase.

Il narcisista desidera la rabbia della propria vittima, proprio per dimostrare a tutti quanto questa sia instabile e quanto sia ancora profondamente innamorata di lui.

 

La vittima oscillerà tra rabbia e depressione ancora per molto tempo; ci saranno notti in cui andrà a dormire convinta di esserne uscita, per poi risvegliarsi il mattino seguente in uno stato di profonda tristezza; le sembrerà impossibile fare qualsiasi cosa senza pensare costantemente al narcisista; ogni canzone alla radio, ogni film, ogni più piccolo dettaglio le ricorderà la loro relazione.

E' possibile quindi che la vittima si isoli e passi molto tempo nei forum di discussione sul narcisismo, in preda a pensieri ossessivi.

Più scava a fondo su quanto è accaduto, più elabora la rabbia e più ricostruisce i propri confini, nell'incredulità su quanto male si sia fatta fare.

Inizierà a sentire una continua morsa allo stomaco: è il demone che le ricorda tutto ciò che vuole dimenticare.

 

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I sintomi sono: profonda tristezza, pianto, solitudine, accettazione, il vedere il mondo in una prospettiva diversa, speranza, saggezza.

C'è una sostanziale differenza tra tristezza e depressione.

La depressione è uno stato di assoluta mancanza di speranza, di confusione e paura.

La tristezza invece è un movimento che in sè ha una sua bellezza, è il segno che si sta andando verso la luce alla fine del tunnel.

Invece che essere coinvolta in un senso di vuoto disperato e manipolazioni estenuanti, la vittima si sta muovendo verso l'ultima fase dell'elaborazione del dolore.

Ha pianto moltissimo per la perdita del narcisista: ora può piangere per se stessa..

Passerà dal costante rivolgere i propri pensieri al narcisista, al pensare finalmente a se stessa, a cosa ha perso di sè in quella relazione.

La maggior parte delle vittime racconta di aver perso: amicizie, soldi, opportunità di lavoro, autostima, salute e dignità.

Fortunamente, tutte queste perdite possono essere recuperate.

Via via che la vittima recupera se stessa, tutti questi "pezzi" torneranno al proprio posto, anzi alcuni miglioreranno, in particolar modo le amicizie e le relazioni in genere.

C'è solo una cosa che non tornerà più: l'innocenza.

L'innocenza non ha nulla a che fare con l'ignoranza o l'essere naif, ma è semplicemente il credere che ci sia del buono in tutti gli esseri umani, è la fiducia e l'amore che la vittima ha dato incondizionatamente all'altro; questa è l'innocenza.

Andando avanti nel processo di elaborazione del dolore, la persona inizierà a vedere il mondo in una prospettiva diversa, sotto una luce più realistica.

Invece di proiettare automaticamente le proprie buone intenzioni sugli altri, la persona lascia che siano le azioni ed i comportamenti a parlare per loro.

L'abilità di saper distinguere la propria innocenza da una felicità autentica è di fondamentale importanza nel processo di guarigione.

Man mano che la persona sviluppa un proprio senso di sè, i propri sani confini e la propria digntà, l'innocenza perduta lascerà il posto ad una felicità consapevole ed autentica.

 

Quanto era reale la felicità con il narcisista?

Quanto di questa era proiezione? Quanto tempo hai investito nel rimpiazzare il negativo ed il mediocre con il positivo?

 

Quando il processo di elaborazione del dolore giungerà a termine, la persona avrà smesso di cercare di riparare tutto ciò che è rotto o non sano intorno a sè ed inizierà a circondarsi di persone che realmente e profondamente apprezzano le sue meravigliose qualità.

Tutto questo non sarebbe potuto accadere se quella persona non avesse perso la propria innocenza.

Ora può vedere il mondo nella sua autenticità e sopratutto vedere se stessa nella propria autenticità.

 

Questo viaggio riguarda solo te stessa, è sempre stato cosi.

Una volta che avrai compreso tutto questo, sarai pronta per spiccare il tuo volo.

Libera.

 

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La dottoressa Claudia Scarpati è psicologa psicoterapeuta, laureata presso la Facoltà di Psicologia dell'Università "La Sapienza" di Roma ed iscritta all'Ordine degli Psicologi della regione Lazio (Roma).
Esercita a Roma, come Direttrice e Responsabile dell'Area Clinica dello studio di Psicologia e Psicoterapia "La Bottega delle Emozioni", sito in

Viale dell'Aeronautica, 12 - Roma

(Eur Fermi Eur Laurentina Laghetto Aeronautica Europa)

 

Puoi prendere un appuntamento presso lo Studio di Psicologia e Psicoterapia "La Bottega delle Emozioni" di Roma telefonando al numero:

D.ssa Claudia Scarpati - 340 8048443