La Sindrome della Vittima da Narcisismo

(Narcissistic Victim Syndrome)

 

Il comportamento disfunzionale del narcisista determina un abuso così profondo sulla propria vittima, da aver richiesto la costituzione di un nuovo termine: la Sindrome da Vittima di Narcisismo, detta anche Sindrome da Abuso Narcisistico.

Quello che maggiormente caratterizza la vittima di narcisista è la sua quasi totale inconsapevolezza rispetto al tipo di esperienza che ha vissuto.

La vittima ignora le dinamiche relazionali con le quali il narcisista l'ha soggiogata e manipolata, ignora i raggiri e le menzogne di cui è stata vittima, ignora i "passi" della danza del narcisista nel quale è stata coinvolta; spesso, purtroppo, ignora persino il fatto di essere stata vittima di un abuso così profondo.

L'unica cosa che sa, che sente, è di stare disperatamente male.

E' quindi di fondamentale importanza il fatto che la vittima impari quali sono le tattiche e le trappole del narcisista e quale sia il senso di queste, al fine di riconoscerle ed evitarle; senza tale consapevolezza, sarà molto facile che la vittima ricada in quel circolo vizioso in un dolore senza fine.

La pericolosità dell'abuso esercitato dal narcisista sta nel fatto che si è di fronte ad un abuso estremamente subdolo, indiretto, mascherato, astuto.

I sintomi più frequenti nella Sindrome da Abuso Narcisistico sono: bassa autostima, pensieri suicidari, depressione, somatizzazione, Disturbo Post Traumatico da Stress, automutilazioni.

A causa della proiezione che il narcisista fa di sé sulla propria vittima, gli stati emotivi più frequenti nella vittima sono la vergogna e l'umiliazione; inoltre, la vittima tende a sentirsi iper-responsabile di quanto accaduto e giudica ferocemente se stessa per aver determinato il comportamento del narcisista; ancora, spesso si evidenzia uno stato di disprezzo verso se stessa, caratterizzato dal pensarsi non abbastanza brava, non abbastanza bella, non abbastanza amabile, ecc.

In un certo senso, la vittima ritiene che ci sia qualcosa di sbagliato in lei, tale da aver meritato il comportamento del narcisista.

Non di rado, infatti, le vittime di narcisista non hanno pienamente realizzato il proprio effettivo potenziale nella loro vita privata o in quella professionale; questo è dovuto al fatto che spesso sono persone che sono vissute all'ombra di qualcun altro ed hanno imparato a vivere in una condizione di sudditanza da sempre, senza sapere effettivamente perché.

Un'altra caratteristica tipica della Sindrome da Vittima di Narcisismo è data dal fatto che spesso la vittima difende il proprio aguzzino, richiamando gli aspetti della Sindrome di Stoccolma.

Tale sindrome è caratterizzata da un profondo legame emotivo tra la vittima ed il proprio carnefice narcisista; tale legame può essere considerato come un meccanismo di difesa che la vittima utilizza in risposta all'abuso e alla manipolazione messa in atto dal narcisista.

In un'esperienza così traumatica la vittima apprende molto rapidamente quanto il narcisista sia in grado di mettere in pericolo la sua sopravvivenza psico-emotiva attraverso la costante minaccia abbandonica.

Tuttavia, impara anche che il narcisista è in grado di elargire piccoli e brevi momenti di tenerezza, amore, passione, e questo va a riconnettere emotivamente di nuovo la vittima al narcisista.

Ed è proprio tale connessione che fa sentire la vittima al sicuro..

E' questo il motivo principale per il quale la vittima difende strenuamente, fino ad arrivare ad amare, il narcisista, nonostante tutto quello che ha subìto da lui.

Questo è un sofisticatissimo meccanismo di difesa inconscio per il quale in realtà la vittima va apprezzata.

Molto spesso i terapeuti chiedono alle vittime di narcisista "Perché sei stata in una relazione così disfunzionale per così tanto tempo?".

Ritengo che questa sia una domanda sbagliata ed indica una non presa in considerazione degli effetti della dissonanza cognitiva cui la vittima viene sottoposta nella relazione con il narcisista.

Quando questi due aspetti coincidono (la Sindrome di Stoccolma e la Dissonanza Cognitiva), la vittima sarà portata a credere che quel tipo di relazione con il narcisista non solo è accettabile, ma è anche vitale per la propria sopravvivenza psico-emotiva.

La vittima diventa talmente schiavizzata all'interno della relazione con il narcisista, da arrivare a pensare che tutto il proprio mondo (emotivo e psicologico) cadrà a pezzi se la relazione dovesse mai finire.

Questo spiega perché le vittime ci mettono così tanto tempo a decidere di uscire dalla relazione con il narcisista e quanto tutto questo incrementi la dissonanza cognitiva e renda la vittima protettiva verso il proprio carnefice.

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La vittima viene letteralmente invischiata in un processo di svalutazione, dissociazione e disumanizzazione, viene fatta sentire dal narcisista inutile, degradata, isolata, e tutto ciò accade molto subdolamente e gradualmente nel tempo.

In alcuni casi, la vittima inizia a percepirsi come se nessuno la potrà desiderare mai più, sente di non avere più una vita né che avrà mai la possibilità di rifarsene una.

Il narcisista lascia la vittima senza alcuna speranza, proprio al fine di facilitare il continuo ritorno ogni singola volta.

In sostanza, la vittima si innamora di una persona che non riuscirà mai a comprendere realmente.

Il narcisista ha infatti un'apparenza gentile, angelica, innocente, e la vittima non riesce ad accettare né ad immaginare la sua vera essenza se non quando è troppo tardi.

Le problematiche all'interno della relazione si moltiplicano, proprio perché il narcisista non ha nessuna intenzione di recuperare il rapporto, si rifiuta di affrontare i problemi di coppia e proietta ogni responsabilità sulle spalle della vittima.

Gradualmente, la vittima smette di confrontarsi sui propri problemi così come su quelli inerenti la relazione con il narcisista, non solo perché comprende che è impossibile trovare un confronto costruttivo, ma anche perché inizia a temere delle ritorsioni in termini di rabbia, aggressività ed abbandono.

Il narcisista sembra esercitare una sorta di controllo invisibile sulla propria vittima; la manipolazione esercitata è sottile e si avvale delle tecniche del gaslighting, che vanno a loro volta a costruire una infrastruttura impalpabile ma solida, basata sulle menzogne, sul raggiro e sull'alterazione della verità.

Il risultato è un potentissimo controllo sulla mente della vittima e sulla sua capacità di distinguere le proprie reali emozioni da quelle indotte dal narcisista.

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Affascinante, presente, carismatico, dolce. Questi sono gli aggettivi che più frequentemente vengono usati per descrivere un narcisista.

La vittima viene attratta proprio dal fatto di sentirsi l'unica che abbia mai reso il narcisista così felice ed appagato.

Tuttavia, nel tempo il quadro cambia, e dall'essere la sola a renderlo felice, è la vittima che diventa disperatamente bisognosa del fatto che sia il narcisista a renderla felice.

Si passa dal dare attenzioni al narcisista all'avere bisogno delle attenzioni del narcisista in un batter d'occhio.

Come avviene questo passaggio?

Quando la vittima incontra il narcisista, probabilmente vive un senso di compassione per lui.

Il narcisista ha così tante qualità che stimolano la compassione: la sua ex folle, è insicuro sul suo aspetto fisico, è stato così infelice fin quando non ha conosciuto la vittima, ecc....

Questa è la crepa nella quale si attiva l'empatia della vittima per il narcisista.

L'ha fatto per tutta la sua vita: si sente insicura ed in qualche modo inferiore, e sa bene come far sentire meglio l'altro.

Vuole guarirlo, prendersene cura, e quindi mette tutta se stessa in questa opera di recupero del narcisista.

Il narcisista apprezza ed accetta con gratitudine tutto ciò che gli viene dato, comparando la vittima alle ex e idealizzandola sopra chiunque altra.

Tutti gli sforzi della vittima finalmente hanno uno scopo e vengono riconosciuti ed apprezzati.

E' proprio investendo tutto il proprio capitale empatico nella cura delle supposte insicurezze del narcisista, che la vittima si lega profondamente a lui.

Lo rassicura dicendogli quanto sia affascinante, intelligente, di successo, attraente, dolce... e gradualmente inizia a crederci anche lei.

In realtà, la vittima sta investendo tutto il proprio tempo e le proprie energie per inseguire un'illusione.

Come il narcisista, anche la vittima si sente profondamente insicura; la differenza risiede nel modo in cui si reagisce a tali insicurezze.

Il narcisista copre le proprie insicurezze attraverso la manipolazione ed il controllo; la vittima cerca di curare le proprie insicurezze con la compassione e la cura dell'altro.

Ed è qui che risiede l'aggancio perverso narcisista-vittima: invece che trovarsi ricompensata per aver rassicurato e compensato le insicurezze del narcisista, la vittima si ritrova in uno stato di bisogno disperato della sua approvazione.

E questo accade molto rapidamente.

Inoltre, il narcisista fa in modo che la vittima sia consapevole di quanto egli riceva attenzioni e gratificazioni da molte altre persone, instaurando il meccanismo della triangolazione.

La vittima inizia a sentirsi inutile, non attraente e bisognosa.

Reprime i propri bisogni e la propria sofferenza rispetto alle bugie e alle triangolazioni poiché sa che questo tipo di discorsi sono inaccettabili per il narcisista.

L'aspetto più drammatico è dato dal fatto che la vittima non sia in realtà dipendente dalle attenzioni del narcisista, quanto dalle attenzioni che lei stessa gli ha dato, poiché era proprio la possibilità di amare e di essere riconosciuta nelle proprie qualità a farla sentire importante se non indispensabile nella vita dell'altro.

Senza l'accettazione del narcisista la vittima si sente vuota, e questo è il motivo per il quale la fase di elaborazione del dolore richiede così tanto tempo: la vittima del narcisista non si sta solo riprendendo dalla fine di una relazione, ma sta letteralmente ricostruendo se stessa.

 

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La dottoressa Claudia Scarpati è psicologa psicoterapeuta, laureata presso la Facoltà di Psicologia dell'Università "La Sapienza" di Roma ed iscritta all'Ordine degli Psicologi della regione Lazio (Roma).
Esercita a Roma, come Direttrice e Responsabile dell'Area Clinica dello studio di Psicologia e Psicoterapia "La Bottega delle Emozioni", sito in

Viale dell'Aeronautica, 12 - Roma

(Eur Fermi Eur Laurentina Laghetto Aeronautica Europa)

 

Puoi prendere un appuntamento presso lo Studio di Psicologia e Psicoterapia "La Bottega delle Emozioni" di Roma telefonando al numero:

D.ssa Claudia Scarpati - 340 8048443