La relazione con il narcisista.

La Svalutazione

 

 

Il narcisista devasta la dignità della propria vittima, riprendendosi tutto ciò che aveva finto di provare durante la fase dell'idealizzazione.

Ora, con la fase della Svalutazione, il narcisista inizierà a deridere i progetti della vittima, sottintendendo che essa non ne sia all'altezza, ma, contemporaneamente, continuerà a nutrire e ad attivare lo stato di dipendenza della vittima nei suoi confronti.

Dopo aver condizionato la vittima ad essere dipendente e compiacente, il narcisista utilizza questo potere per costruire uno stato di disperazione e di desiderio.

In un turbinio di emozioni, i sogni della vittima si trasformeranno in un incubo.

 

 

Il narcisista condiziona la vittima in modo da farla sentire inadeguata, instabile, umiliata.

Nella maggioranza dei casi, il narcisista sceglie come vittima una persona idealista e di successo, proprio perché questo tipo di persona ha molto più da perdere.

Ma il narcisista non può dominare qualcuno che abbia questo tipo di qualità e quindi ha bisogno di intaccare, devastare, l'autostima della vittima attraverso la svalutazione, lo scherno e la gelosia artificiale.

La vittima ha spesso una spiccata tendenza al perfezionismo e quindi cercherà di incontrare e soddisfare gli standard e le esigenze del narcisista.

Questo determina una particolare dinamica, nella quale il narcisista diventa idealizzato, laddove in realtà è disonesto, bugiardo ed insensibile, mentre la vittima del narcisista viene sminuita e svalorizzata.

Gradualmente, gli standard della vittima diventano così bassi che questa si sente grata per il trattamento assolutamente mediocre che riceve in cambio da parte del narcisista.

L'esposizione all'abuso psicologico ed affettivo operato dal narcisista è talmente graduale da far sì che la vittima se ne accorgerà solo quando sarà troppo tardi.

La vittima tenderà a giustificare il comportamento del narcisista di fronte agli altri, incapace di comprendere la dolorosa verità che si nasconde dietro tutto questo, e cioè il fatto che qualcosa stia inesorabilmente cambiando.

La vittima inizia a passare ore davanti al telefono, nell'attesa di un messaggio di risposta o di una telefonata; cancella gli impegni presi in agenda per rendersi disponibile laddove il narcisista si presentasse; inizia a cercare di contattare il narcisista sempre più spesso, allontanando la sgradevole sensazione di rifiuto che le deriva; riempie Facebook di post romantici o giocosi indirizzati al narcisista, cercando di ristabilire l'amore perfetto che c'era all'inizio della relazione.

Ma la risposta del narcisista a tutto questo è assolutamente nulla.

Mentre la vittima sta fronteggiando tutta questa ansia divorante, il narcisista ne corrode i confini sempre di più, spingendo la vittima in un angolo di sempre maggiore vulnerabilità poiché ella è disposta a qualsiasi cosa pur di non perdere le attenzioni del narcisista.

Anche la considerazione dell'aspetto esteriore della vittima da parte del narcisista diventa sempre più critica; il narcisista inizia a notare ogni più minimo dettaglio fisico,  commentandone apertamente la presunta inadeguatezza.

In questa fase può anche accadere che la vittima sviluppi un disturbo alimentare, cercando di raggiungere la perfezione richiesta dal narcisista; il narcisista farà cadere qua e là un complimento occasionale, al fine di mantenere alto il livello di dipendenza della vittima dalla sua approvazione.

Poiché l'autostima della vittima è completamente delegata alla considerazione del narcisista, ella si troverà continuamente ad oscillare di fronte ai giudizi del narcisista, che saranno a volte taglienti e svalutanti e, occasionalmente, gratificanti.

Se la vittima raggiunge un punto limite ed inizia a minacciare la chiusura della relazione, il narcisista riattiverà le dinamiche presenti durante la fase dell'idealizzazione, riportando indietro la vittima ad un'illusione di amore eterno ed incondizionato.

E anche se il narcisista non si scusa mai per il proprio comportamento, queste piccole distrazioni risultano essere sufficienti per convincere la vittima che il narcisista è ancora la persona meravigliosa di cui si era innamorata.

Tutto il resto non conta.

 

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Durante la relazione con un narcisista, una persona sperimenta tutta una serie di emozioni estreme: gelosia, attaccamento, dipendenza, rabbia, ansia, paranoia.

Spesso, dopo la fine della relazione, la vittima si ritrova a pensare "Se solo non mi fossi comportata in quel modo, forse lui ora sarebbe ancora qui".

E' fondamentale sottolineare che le emozioni che ha provato la vittima del narcisista non fossero emozioni reali: quelle erano emozioni indotte e determinate dal narcisista stesso al fine di rendere la vittima debole e insicura riguardo se stessa.

Il narcisista desidera che la vittima tema di essere pazza, di essere lei stessa la causa dei problemi di coppia e questo perché in tal modo la vittima apparirebbe instabile anche agli occhi degli altri.

Ecco un esempio tipico di come il narcisista induce la propria vittima a dubitare di se stessa (riguarda la gelosia, ma può essere applicato a qualsiasi altra dimensione emotiva):

N: "La mia ex mi ha chiamato. Sai, quella di cui ti ho parlato tanto, quella matta e ossessionata da me".

V: "Oh, mi dispiace molto!"

N: "Probabilmente ci vedremo per un aperitivo nei prossimi giorni"

V: "Ma come? Ti va se ne parliamo di persona?"

N: "Perché? E' un problema?"

V: "No, nessun problema. Solo che mi sento un po' confusa dal momento in cui la descrivi come una pazza ossessiva. Comunque... immagino che sia una bella cosa se due ex restano amici"

N: "O mio Dio! A volte sei così gelosa! E' Insopportabile!"

V: "Mi dispiace... Sto provando a non essere gelosa... Ero solo confusa..."

N: "La tua gelosia sta rovinando il nostro rapporto e creando troppe scenate inutili"

V: "Scusami, non c'è bisogno che ne parliamo di persona. Non volevo arrivare a questo punto. Va tutto bene..."

N: "Ok, ti perdono.... Però in futuro dovremo affrontare il problema della tua gelosia perché sta diventando insostenibile".

In questo caso, il narcisista fa tre cose fondamentali:

  1. Spinge la vittima in una situazione impossibile, che renderebbe gelosa chiunque, soprattutto dopo aver parlato in quel modo delle sue ex.
  2. Il narcisista accusa la vittima di essere gelosa, anche se questa prova ad essere ragionevole.
  3. Il narcisista gioca il ruolo del "poliziotto buono" perdonando la vittima per la discussione che lui stesso ha determinato fin dall'inizio. Questo lo pone nel suo ruolo preferito: maestro-alunna.

Più questo tipo di abuso viene perpetrato nel tempo, e più la vittima inizierà ad interrogarsi su se stessa e sulla propria stabilità mentale ed emotiva.

Come già sottolineato, questo non riguarda solo la gelosia; la vittima può iniziare a sentirsi bisognosa, dipendente, appiccicosa.

Di nuovo: queste sono tutte emozioni determinate dal narcisista, il quale, fin dall'inizio, ha impostato la relazione sulla base di costanti telefonate, messaggi e attenzioni ad ogni livello.

 

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Una delle principali armi utilizzate dal narcisista nel momento in cui si sente minacciato è generare confusione in modo da distrarre la mente della vittima.

Di fondo, il narcisista non dice nulla di sostanziale.

Ad es., la vittima ha appena discusso un argomento importante con il narcisista riguardo la loro relazione, convinta di aver raggiunto un punto di incontro; pochi minuti dopo la discussione ricomincerà come se la vittima non avesse detto nulla ed il narcisista ignorerà deliberatamente qualsiasi argomentazione portata dalla vittima.

Le domande saranno sempre le stesse: "Perché sei così amichevole con la tua ex ora?" - "Perché improvvisamente non mi dai più attenzioni?" - "Perché sembri così spazientito ogni volta che siamo al telefono?". Ogni volta che questi argomenti riemergono, la sensazione è che tutto quello che è stato discusso in precedenza sia caduto nel vuoto; solitamente le discussioni si concludono con la tipica affermazione del narcisista: "Sono stanco di discutere con te sempre sulle stesse cose!".

E' una giostra senza fine.

Un'altra tecnica usata dal narcisista è quella di correlare il disappunto della vittima ad un evento assolutamente irrilevante e/o accaduto molto tempo prima.

Ad es., V: "Perché ieri sera mi hai mentito?" - N: "Ti ricordi quella volta in cui sei arrivata in ritardo al nostro appuntamento...?".

Il narcisista mantiene costantemente un atteggiamento calmo e contenuto durante le discussioni; la sensazione è che voglia vedere fin dove può spingersi prima che la vittima esploda.

E quando quest'ultima esplode, il narcisista ha vinto: è lei la pazza, quella instabile, quella esagerata.

 

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Il gaslighting è un meccanismo per il quale il narcisista distorce intenzionalmente la realtà dei fatti, sostanzialmente attraverso bugie eclatanti, in modo da provocare una reazione nella vittima per poi negare qualsiasi responsabilità.

Rappresenta una grave forma di abuso psicologico, che il narcisista utilizza al fine di instillare nella vittima un profondo senso di ansia e di confusione, fino al punto in cui la vittima non si fida più dei propri ricordi e delle proprie percezioni.

Nel momento in cui la vittima si lamenta per un evento o per un comportamento del narcisista, ecco che il narcisista riscrive fantasiosamente la storia o comunque rifiuta di ammettere che tutto ciò sia mai accaduto.

La vittima inizia a dubitare di se stessa e della propria capacità di leggere la realtà.

Il narcisista proietta se stesso sulla propria vittima e la giudica per il proprio stesso comportamento.

Inizia ad esercitare il gaslighting sulla vittima in modo da indurla a credere che le sue normali reazioni all'abuso siano il problema e non l'abuso in sé.

Quando la vittima si sente arrabbiata o ferita a causa delle bugie del narcisista, dei suoi tradimenti, delle promesse mancate, del comportamento evitante, il narcisista le farà sentire che quella sbagliata è lei.

Quando la vittima accusa il narcisista di essere disonesto, il narcisista le risponderà dicendole che è lei quella esagerata, troppo critica, paranoica e negativa.

Questo fa parte del lavaggio del cervello che caratterizza la fase dell'erosione dell'identità.

Il narcisista agisce in maniera inappropriata, inaccettabile, abusante e poi rigira il senso degli eventi in modo da far sentire la vittima responsabile della discussione o dell'intera crisi, a causa delle proprie reazioni a quegli stessi comportamenti.

 

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Il sesso con un narcisista, all'inizio, sembra perfetto; sa esattamente come toccare la vittima, cosa dire, cosa fare e quando farlo.

In realtà, come in ogni altro ambito della relazione, il narcisista non fa altro che rispecchiare le esigenze più profonde della vittima, in questo caso quelle sessuali.

Questo è il motivo per il quale la sessualità con il narcisista appare incredibilmente appassionata e perfetta nella fase dell'idealizzazione, mentre sembra un atto pornografico durante la fase della svalutazione.

La verità è che il narcisista non prova alcuna delle emozioni che porta nella camera da letto; in realtà, il narcisista ha semplicemente osservato ed imitato i comportamenti sessuali della propria partner.

Quando una vittima realizza tutto questo, entra in uno stato di shock poiché si rende conto che il narcisista non ha mai provato nulla del piacere emotivo e spirituale che dichiarava di provare.

Nel momento in cui la vittima era maggiormente vulnerabile, il narcisista si limitava in realtà ad osservare e ad imitare.

La vittima si troverà quindi in uno stato di bisogno rispetto alla necessità di sentirsi sessualmente attraente e sarà proprio questa esigenza a rappresentare l'arma di controllo del narcisista.

L'atto sessuale diventa terreno di scherno, di rifiuto o di umiliazione e a questo si aggiunge la triangolazione con le altre donne.

L'opera di svalutazione e di erosione dell'identità continua.

 

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Nel momento in cui ci si relaziona con un narcisista, è un dato di fatto che prima o poi la vittima si sentirà accusata ingiustamente di cose che non hanno alcun fondamento, specialmente nel momento in cui inizia a criticare il comportamento del narcisista.

Le accuse e le offese del narcisista hanno un obiettivo preciso: mettere la vittima sulla difensiva.

Il motivo è semplice: le persone che difendono se stesse sembrano immediatamente colpevoli e poco importa se lo siano o meno.

Quindi il narcisista inizia ad accusare la vittima, la quale si ritrova improvvisamente a difendersi da cose che non ha mai fatto, cercando di dimostrare alla persona che ama che si sbaglia.

E' proprio qui che ha inizio l'auto-distruzione.

Il narcisista risulterà calmo e rilassato, mentre provoca la rabbia della vittima al fine di dimostrare che la stessa è colpevole ed instabile.

A nessuno importerà delle "prove", poiché chiunque vedrà la vittima del narcisista difendersi disperatamente e, proprio nel momento in cui difende se stessa, risulta colpevole.

Il modo più facile che utilizza il narcisista per coinvolgere la vittima in questo gioco perverso di accusa-difesa è proprio accusare la vittima delle cose che ha fatto lui stesso.

E' una trappola e difendere se stessa non farà che peggiorare le cose.

 

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Occasionalmente, ognuno di noi ha bisogno di star solo o di non fare nulla, al fine di recuperare energie.

Non funziona così per il narcisista.

Il rimanere da solo è una delle poche cose che può realmente mandare in tilt il narcisista e renderlo nervoso ed agitato.

Il narcisista non ha una reale coscienza e senza di questa avrà molto poco su cui riflettere nei momenti di solitudine; senza un pubblico adorante, la noia è alle porte.

Il narcisista è costantemente annoiato e alla ricerca di stimoli che lo distraggano dalla propria fastidiosa condizione: egli, infatti, non può tollerare di essere solo troppo a lungo.

Le persone sane sono in grado di apprezzare i periodi di quiete, proprio perché spesso durante questi periodi - attraverso l'introspezione - si scoprono importanti aspetti di sé.

Il narcisista, invece, non ha nulla da scoprire e spende il proprio tempo libero studiando gli altri ed imitandone le caratteristiche che desidererebbe avere.

Le relazioni forniscono al narcisista la più ricca e stabile forma di sollievo dalla noia, poiché una volta che il narcisista ha agganciato la propria vittima può rifornirsi ogni volta che lo desidera di attenzioni, complimenti e gratificazioni.

Una volta che ha ottenuto l'amore incondizionato della propria vittima, il narcisista può iniziare ad abusarne emotivamente, cosa molto più appagante che fingere di essere innamorato.

Il narcisista tende inoltre ad apparire ingenuo, fragile ed innocente e si circonda di persone che hanno una spiccata tendenza protettiva e genitoriale; persone che sono sempre lì per lui, offrendo supporto e presenza.

Non importa con chi scelga di passare il proprio tempo, perché una cosa è certa: il narcisista non passerà il proprio tempo da solo.

Nella fase dell'idealizzazione, il narcisista può essersi lamentato con la propria vittima delle persone che aveva intorno.

Dopo l'aggancio, il narcisista oscillerà continuamente tra lo scegliere la vittima e lo scegliere altre compagnie in modo da tener alto il livello di attenzione in entrambi i contesti.

Mentre la vittima si strugge per ottenere nuovamente le attenzioni del narcisista, egli inizierà a non trovare più così interessanti gli aspetti che aveva ammirato nella fase dell'idealizzazione e niente di ciò che la vittima fa sembra essere in grado di riconquistarne l'attenzione.

 

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Per avvicinare sempre di più la vittima a sé, il narcisista crea intorno a sé un'aura di desiderabilità, apparendo corteggiato e cercato da molte.

Questo inizialmente dà alla vittima un senso di orgoglio, laddove si sente la prescelta, l'unica in grado di vincere su tutte le altre.

Il narcisista crea artificiosamente un'illusione di popolarità circondandosi di persone del sesso opposto: amiche, colleghe, ex partner; dopodiché crea delle triangolazioni che, da un lato, attivano rivalità e, dall'altro, incrementano nel narcisista la percezione del proprio valore.

Questo determina nella vittima la messa in atto di una serie di tentativi per riportare a sé le attenzioni del narcisista mentre, nel frattempo, le nuove vittime iniziano ad essere sedotte, percependo la "vittima ufficiale" come pazza, ossessiva, paranoica.

Contemporaneamente, il narcisista alterna momenti di presenza e di dolcezza, in modo da suscitare nella vittima ancora un minimo di speranza e mantenerla agganciata fino alla fine.

Un altro ruolo importante nella triangolazione messa in atto dal narcisista è quello giocato dai social media.

L'avvento delle nuove tecnologie rende oggi estremamente facile per il narcisista triangolare le proprie vittime.

Ci può essere un semplice commento al post di una ex partner, laddove il narcisista ignora quello della propria compagna, o può "casualmente" postare delle foto in cui appare la stessa ex che aveva dichiarato di odiare.

Tale comportamento può apparire accidentale agli occhi della vittima, la quale può attribuirgli al massimo un atteggiamento insensibile, ma la realtà è un'altra: è tutto accuratamente calcolato.

Il narcisista posterà strategicamente stati, canzoni o video ambigui, che rimandano alla vittima il fatto che potrebbe perderlo da un momento all'altro.

Il narcisista condividerà elementi che intenzionalmente vanno a fare da esca a vecchie e nuove vittime (ad es. una vignetta che ha un significato implicito per una ex compagna o la loro canzone).

Questa strategia attiva due aspetti: da un lato fa sentire la vittima ansiosa, gelosa e instabile, e dall'altro fa sentire le nuove vittime corteggiate, centrali e speciali.

Il narcisista sta attuando la fase dell'idealizzazione con nuove vittime mentre, contemporaneamente, va ad erodere l'identità della vittima attuale.

Il narcisista attiva appositamente la gelosia della vittima con questi movimenti, proprio perché sono aspetti minimi, talmente insignificanti da far risultare la vittima gelosa, ossessiva ed instabile.

L'abuso del narcisista è così sottile che è molto difficile da dimostrare, poiché è sempre strategicamente ambiguo.

La vittima non può provare che il narcisista stia cercando di adescare una ex o una nuova vittima semplicemente postando una canzone, ma lo percepisce.

Onestamente: discutere per un commento su Facebook può effettivamente apparire come un comportamento immaturo, ma è esattamente questo ciò che il narcisista vuole suscitare.

Inoltre, dopo la fase dell'abbandono, laddove la maggior parte delle persone si sentirebbero in imbarazzo all'idea di entrare in una nuova relazione così rapidamente, il narcisista invece non può fare a meno di dichiarare apertamente quanto sia felice con la sua nuova vittima.

Inoltre, si aspetta che la sua ex sia felice per lui, altrimenti verrà accusata di essere crudele e gelosa.

La triangolazione lascia delle ferite molto profonde e per molto tempo e lascia alla vittima la sensazione di essere diventata un mostro: gelosa, insicura, bisognosa di costanti attenzioni e conferme.

La verità è solo una: quelle emozioni e quei comportamenti sono stati manipolati dal narcisista e non appartengono alla vittima.

 

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Il silenzio è uno degli strumenti più potenti utilizzati dal narcisista al fine di svalutare la propria vittima.

E' una forma di punizione mascherata, che va a determinare manipolativamente un cambiamento nel comportamento della vittima senza apparire esplicito.

Quando una persona empatica riceve il trattamento del silenzio, tende a pensare di aver meritato quel comportamento e di aver fatto qualcosa di sbagliato; di conseguenza, inizia a reprimere sempre di più la propria personalità al fine di evitare che in futuro si ripetano gli stessi comportamenti "sbagliati".

Il silenzio è una forma estrema di abuso psicologico ed emotivo ed il narcisista sa che la propria vittima non ha più alcuna chance di uscire dalla relazione; ella infatti continuerà a torturare se stessa, incolpandosi per i propri stati emotivi ed i propri comportamenti.

La vittima si sveglierà nel cuore della notte, con il bisogno di trovare almeno un messaggio da parte del narcisista, ma niente: lo vedrà online su Facebook o Whatsapp mentre chatta con amici o ex amanti, disponibile per tutti ma non per lei.

La forza del narcisista è data dal fatto che, in questa fase, non ha più necessità delle attenzioni della vittima, poiché ha già trovato qualcun altro.

Il narcisista ha agganciato qualcuno che risulta essere più eccitante, entusiasmante, comprensivo ed accondiscendente, ed i comportamenti della sua compagna risultano essere solo un noioso ostacolo.

L'aspetto drammatico è dato dal fatto che il narcisista non dichiarerà nulla di tutto questo: continuerà a leggere messaggi ed email della vittima, e continuerà ad ignorarli; rifiuterà qualsiasi confronto al telefono o di persona.

Nonostante tutto questo, il narcisista non lascia la vittima.

Si riserva questo momento per l'ultimo atto: il Gran Finale.

 

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La dottoressa Claudia Scarpati è psicologa psicoterapeuta, laureata presso la Facoltà di Psicologia dell'Università "La Sapienza" di Roma ed iscritta all'Ordine degli Psicologi della regione Lazio (Roma).
Esercita a Roma, come Direttrice e Responsabile dell'Area Clinica dello studio di Psicologia e Psicoterapia "La Bottega delle Emozioni", sito in

Viale dell'Aeronautica, 12 - Roma

(Eur Fermi Eur Laurentina Laghetto Aeronautica Europa)

 

Puoi prendere un appuntamento presso lo Studio di Psicologia e Psicoterapia "La Bottega delle Emozioni" di Roma telefonando al numero:

D.ssa Claudia Scarpati - 340 8048443