La relazione con il narcisista.

L'Idealizzazione

 

 

Ogni relazione con un narcisista presenta una identica sequenza, sebbene questa possa essere riconosciuta spesso solo dopo molto tempo.

Tale sequenza viene spesso definita come la danza del narcisista: idealizzazione - svalutazione - abbandono.

Il narcisista attende pazientemente finché la propria vittima sviluppa un sincero innamoramento ed un attaccamento profondo durante la fase dell'idealizzazione.

A quel punto, il narcisista inizierà ad abusare emotivamente e psicologicamente della vittima, dando luogo alla fase della svalutazione.

L'epilogo inevitabile è l'abbandono.

Vediamo quindi le tre fasi tipiche della danza del narcisista nel dettaglio.

 

 

 

Il narcisista fa in modo che la vittima diventi la partner perfetta.

Nel giro di poco tempo si impossessa dell'intera esistenza della vittima, consumandone mente e corpo.

La fase dell'idealizzazione (detta anche love-bombing) è il primo movimento del narcisista ed ha come obiettivo quello di far sì che la vittima abbassi la guardia e si renda accessibile e vulnerabile.

E'  un'esperienza estremamente gratificante; la vittima si sente travolta di attenzioni, amore, passione come mai le era successo prima.

Questo accade perché il bombardamento di attenzioni e complimenti messo in atto dal narcisista va a raggiungere e gratificare le più profonde insicurezze della vittima.

Il narcisista diventa il primo pensiero della mattina, nell'attesa del suo dolcissimo messaggio di buongiorno, ed è l'ultimo pensiero della notte.

La vittima è costantemente al centro di messaggi, telefonate, email, post su Facebook, ecc.; nel giro di poche settimane la coppia ha già costruito il proprio linguaggio privato, i nomignoli, le canzoni.

Rapidamente ci si ritrova a progettare un futuro insieme, ignorando completamente gli aspetti concreti e realistici.

Nel contempo, il narcisista non prova assolutamente nulla di tutto ciò che manifesta esteriormente.

Egli in realtà sta osservando e studiando la vittima, rispecchiandone ogni emozione e fingendo di sentirsi allo stesso altissimo livello emotivo ed affettivo.

Al di là di regali e messaggi, il narcisista utilizza tutta una serie di tecniche di lavaggio del cervello, tra cui le più comuni sono:

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Dopo la fase dell'idealizzazione, il narcisista può iniziare a condizionare il comportamento della vittima.

Lo strumento che utilizza viene chiamato persuasione indiretta, attraverso la quale il narcisista mette in atto delle suggestioni implicite cui la vittima risponde ciecamente.

La principale forma di persuasione indiretta è il complimento, la lusinga.

Per fare questo, il narcisista parla male delle proprie ex partners comparandole alla vittima; ad es., dicendo: "la mia ex faceva sempre questa cosa, tu non la fai mai...", il narcisista condiziona il comportamento futuro della vittima in maniera indiretta.

Questo, in realtà, non è un complimento, ma un preciso avvertimento: l'implicito è che se la vittima si comporterà come la ex, verrà lasciata.

Molto probabilmente, nessuna delle ex partners del narcisista si è comportata in quel modo, ma questa è solo una strategia indiretta per indicare alla vittima come comportarsi.

Gli esempi più tipici sono:

- "Io e la mia ex litigavamo sempre, con te non succede mai"

- "Alla mia ex piaceva parlare per ore al telefono, tu non sei così appiccicosa e dipendente"

- "La mia ex era ossessionata dal fatto che io mi trovassi un lavoro, tu sei molto più comprensiva"

Ancora una volta va sottolineato quanto tutto questo non sia un complimento: è un'aspettativa, un condizionamento.

Il narcisista presenta una sorta di lista di tutti i comportamenti che lo infastidiscono ed instilla una serie di concetti nella mente della vittima; il senso implicito è: non fare queste cose.

La vittima blocca quindi le proprie reazioni e le adegua al diktat del narcisista; qualsiasi deviazione da questo programma comporterà commenti taglienti su quanto il proprio comportamento sia cambiato o il cosiddetto muro del silenzio.

Tutto questo ricorda alla vittima quanto la fase dell'idealizzazione possa finire da un momento all'altro.

Sono questi i principali motivi per i quali, anche dopo la fine della relazione, la maggior parte delle vittime nutre ancora un'altissima rabbia.

La vittima ha messo da parte le proprie intuizioni ed i propri bisogni al fine di risultare disponibile, comprensiva e compiacente, reprimendo la necessità di dire al narcisista di chiamare più spesso o di essere più presente o di trovarsi un lavoro o qualsiasi bisogno potesse minacciare "l'idillio".

Va ricordato che una persona sana, empatica e stabile non fa paragoni di questo tipo con le persone che ha amato o non ha bisogno di convincere se stesso e gli altri che l'esperienza attuale sia migliore delle precedenti.

Ma il narcisista lo fa, in ogni singolo istante, ed è il suo modo per influenzare indirettamente la vittima.

 

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Una volta che ha "programmato" la vittima, il narcisista inizia a testare il proprio controllo su di essa per verificare quanto lontano può spingersi.

Se la fase dell'idealizzazione ha funzionato secondo i piani, la vittima investirà maggiori energie nel mantenere stabile la passione che nel difendere la propria dignità.

Durante questa fase, il narcisista mostrerà per brevi istanti la sua vera identità; può provocare una sessualità insolita o volgare, può fare battute pesanti sulla vittima o sulla sua situazione familiare, ecc.

In poche parole, inizierà subdolamente a scavare nell'autostima della vittima, nei suoi sogni e nelle sue capacità.

Laddove la vittima dovesse reagire in modo negativo, il narcisista si difenderà garantendo che stesse scherzando e alternerà questi comportamenti ad atteggiamenti premurosi e passionali, in modo da mantenere alto il livello di innamoramento e dipendenza della vittima.

Queste dinamiche portano gradualmente la vittima ad ignorare il proprio istinto a favore dell'intensità emotiva che prova quando è con il narcisista.

A questo punto, la fase dell'idealizzazione è completamente riuscita.

 

Se ti guardi indietro, scorgerai tutta una serie di piccoli segnali che hai ignorato, segnali che poco e male si combinano con l'immagine dell' "amore perfetto" che credevi di vivere.

 

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La dottoressa Claudia Scarpati è psicologa psicoterapeuta, laureata presso la Facoltà di Psicologia dell'Università "La Sapienza" di Roma ed iscritta all'Ordine degli Psicologi della regione Lazio (Roma).
Esercita a Roma, come Direttrice e Responsabile dell'Area Clinica dello studio di Psicologia e Psicoterapia "La Bottega delle Emozioni", sito in

Viale dell'Aeronautica, 12 - Roma

(Eur Fermi Eur Laurentina Laghetto Aeronautica Europa)

 

Puoi prendere un appuntamento presso lo Studio di Psicologia e Psicoterapia "La Bottega delle Emozioni" di Roma telefonando al numero:

D.ssa Claudia Scarpati - 340 8048443