Cosa c'è dopo?

 

 

 

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Cosa avviene dopo che si è elaborato il dolore per la fine della relazione narcisistica?

Una volta che ci si è completamente e profondamente svincolati dal narcisista, si diventa in grado di guardare indietro alla propria esperienza da una prospettiva meno emotivamente coinvolta.

La persona comprende che non solo non ha perso nulla, ma anzi che è stata fortunata.

 

Inizialmente non sembra così.

La percezione è che il narcisista abbia vinto, poichè questa è l'immagine che egli presenta al mondo, risultando più felice che mai nella sua nuova vita.

Ma è solo un'illusione.

L'obiettivo è quello di risultare vincente agli occhi degli altri ed evocare emozioni negative nella vittima.

Questo non è il comportamento di una persona vincente: questo è il comportamento di una persona così disperata da aver bisogno di provare a convincere se stesso e gli altri della propria superiorità.

Un narcisista è incapace di sentire la maggior parte delle emozioni umane: amore, fiducia, compassione.

Sicuramente, ha dato il meglio di sè con la sua ultima vittima, ma di certo ottenere ciò che si vuole non fa di lui una persona vincente.

Quindi il narcisista si incammina raggiante e splendente nella sua nuova vita con la sua nuova vittima.

Ma c'è una cosa che spesso si dimentica: come può un essere umano passare dall'essere così abusante ad una nuova, meravigliosa relazione con qualcun altro?

Semplice: non si può. E' emotivamente e logicamente impossibile.

La vittima può sperare in una rottura della nuova relazione del narcisista, ma questo non farebbe alcuna differenza.

Il narcisista ripeterà il ciclo idealizzazione-svalutazione-abbandono senza sosta, mantenendo costantemente un'immagine di successo e felicità, a prescindere da ciò che accade.

Una vittima non otterrà mai gratificazione dalla caduta del narcisista, ma in realtà potrà comprendere quanto l'intera vita del narcisista sia un profondo fallimento.

 

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Durante e dopo una relazione narcisistica, una persona riscontrerà in se stessa comportamenti che non aveva mai avuto prima: protesta, supplica, implora, cerca vendetta, scrive lettere orribili, si scusa profondamente, incolpa se stessa, incolpa gli altri, ecc.

Probabilmente c'è un senso di grande imbarazzo rispetto a questi episodi, ma arriva comunque il momento in cui tutto questo va lasciato andare.

Un essere umano emotivamente sano reagisce quando viene abusato; il sentirsi a disagio per tali comportamenti indica comunque il fatto di avere una coscienza.

Durante la fase dell'idealizzazione, la vittima è stata coinvolta in uno stato di eccitazione frenetica; durante la fase della svalutazione, la vittima fa qualsiasi cosa pur di mantenere intatto il sogno artificiale nel quale ha creduto; durante la fase del silenzio, cerca disperatamente di comprendere dove abbia sbagliato (va sottolineato che la reazione del silenzio attiva nel cervello gli stessi recettori del dolore fisico); e dopo aver passato tutto questo, si trova davanti il narcisista che vive la sua vita felice come se lei non fosse mai esistita.

Come può qualunque essere umano sopportare tutto questo? Non può.

Questo è il motivo per il quale l'intera personalità della vittima si trasforma in qualcuno a malapena riconoscibile, che dà luogo a comportamenti e reazioni emotive estreme ed umilianti del proprio Sè.

E' importante sottolineare che questo comportamento anomalo ha un valore situazionale ed è specifico unicamente rispetto ad una esperienza così dolorosa e anormale come quella vissuta con un narcisista.

Durante la fase dell'elaborazione del dolore, è necessario del tempo per ritornare ad uno stato di equilibrio sano, ma il punto è che tale processo di riequilibrio inizierà soltanto dopo aver messo in atto il Non-Contatto Assoluto e non prima.

La fase dell'elaborazione è un momento estremamente delicato, che permette alla vittima di comprendere quanto tutto ciò che ha vissuto non fosse nè normale nè sano.

Innamorarsi è un'esperienza molto intensa, ma non dovrebbe prevedere la presenza di stati d'animo ansiosi, disperati o spaventati. Analogamente, le rotture sentimentali sono sempre molto dolorose per chiunque, ma non dovrebbero lasciare la persona in uno stato appena riconoscibile rispetto a chi era prima.

 

Quindi, in qualsiasi fase tu ti trovi ora, che sia nel mezzo di una relazione abusante, o distrutta dopo la fine di una relazione, o in imbarazzo per i tuoi comportamenti inusuali ed inadeguati, perdona te stessa.

Se hai speso la maggior parte della tua vita cercando di essere amorevole e disponibile, non mettere in discussione il tuo intero essere solo per ciò che la relazione narcisistica ti ha fatto.

Tu puoi prenderti la responsabilità per il tuo comportamento anomalo; il narcisista non si prenderà mai la responsabilità per ciò che ti ha fatto ogni singolo giorno.

 

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La vittima di un narcisista è stata manipolata, degradata, sminuita e trascurata.

La piena responsabilità di tutto questo è completamente a carico del narcisista.

Non importa se la vittima si trovasse in uno stato di vulnerabilità o di insicurezza, nessun essere umano degno dovrebbe mai avvantaggiarsi di questo.

Dopo aver elaborato il proprio dolore in seguito alla fine della relazione, la persona ha appreso molto sul funzionamento narcisistico, ha imparato a riconoscere i "campanelli d'allarme" ed ha convalidato la propria esperienza.

Si sente profondamente disgustata dal comportamento del narcisista e non ha più alcun desiderio di ricontattarlo.

Tuttavia, quello che potrebbe verificarsi è che si senta ancora bloccata in uno stato di insicurezza e che tema di non essere più in grado di valutare correttamente una persona.

Fondamentale diventa la capacità di ritrovare la propria autostima.

Tutte le vittime di narcisista prima o poi si trovano davanti alla necessità di prendere una decisione in modo autonomo, senza cercare l'appoggio di quanti gli sono intorno.

Le scelte migliori sono quelle che vengono prese sulla base di una autentica introspezione, basate sull'ascolto del proprio istinto e sul rispetto di se stesse.

Non è necessario ricercare un'approvazione dall'esterno.

L'introspezione può permettere di comprendere perchè è così necessaria l'approvazione esterna; tale bisogno può essere radicato nell'infanzia, nelle passate relazioni, nella relazione con il narcisista o nella combinazione di tutti questi elementi.

Nell'ottica di comprendere come tutto questo sia accaduto, si può rianalizzare la relazione narcisistica ed esaminare le dinamiche tossiche che l'hanno caratterizzata.

Le tecniche del rispecchiamento del narcisista sono una incredibile opportunità per analizzare se stesse ed i propri demoni.

 

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Questo è il momento in cui ci si chiede: perchè tutto questo è successo? quali sono le vulnerabilità che l'hanno permesso?

Ovviamente, le fragilità non posso essere considerate errori da parte della vittima, ma è comunque importante comprendere in che modo la vittima è manipolabile ed abusabile.

Questo la aiuterà non solo a destrutturare il legame con il narcisista, ma anche a proteggere se stessa da qualsiasi abuso futuro.

Questa esperienza è completamente basata sul recupero di una autostima che provenga da dentro di sè e che non sia basata su alcuna convalida esterna.

In terapia, questo momento è totalmente incentrato sulla persona, seppure - in una prima fase - la paziente fa ancora riferimento al narcisista.

Ad es., alla domanda "Cosa ti ha fatto innamorare del narcisista?", le risposte più tipiche sono "l'aspetto fisico, i soldi, la carriera, un matrimonio insoddisfacente, il bisogno di attenzioni, il bisogno di essere apprezzata, la paura di restare da sola"...

Scavando più a fondo, emerge come quelle motivazioni fossero alla base delle insicurezze della vittima stessa.

- Il suo aspetto esteriore convalida il mio essere attaraente;

- Sono preoccupata rispetto alla mia stabilità economica e lui mi fa sentire protetta;

- Sono attratta dal suo successo professionale poichè fa sentire di successo anche me;

- Le sue attenzioni mi hanno fatto sentire bellissima, importante, centrale, ecc.

Guardando la relazione con il narcisista, di qualunque cosa avesse bisogno la vittima, egli è in grado di fornirla e convalidarla.

E' fondamentale quindi porre attenzione a quali fossero i bisogni della vittima nel momento in cui ha incontrato il narcisista: quei bisogni, quelle insicurezze, hanno dato potere al narcisista e gli hanno permesso di cementare il legame attraverso il love-bombing e l'idealizzazione.

 

Quali sono le tue insicurezze? Prendi un foglio e fai una lista. Questo ti salverà lungo tutto il tuo viaggio. Una volta che sei consapevole delle tue insicurezze, sarai estremamente attenta alle persone che vogliono manipolarti attraverso di esse e, ancora meglio, puoi iniziare a migliorare te stessa e la tua vita.

Le donne che hanno vinto sui propri demoni interiori perdono di qualsiasi attrattiva agli occhi del narcisista; non sono sensibili alle lusinghe del narcisista proprio perchè non hanno più bisogno di una validazione esterna.

E ricorda, c'è un'altra forma di vulnerabilità: essere una brava persona.

I tuoi sogni, gli obiettivi, gli ideali romantici, il creare una famiglia, tutto questo è bellissimo ed umano.

Non lasciare che l'esperienza con una narcisista cambi queste cose.

Accanto alle tue insicurezze, fai una lista dei tuoi sogni e non confondere mai le tue fragilità con le tue passioni.

 

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Ora che è fuori dal controllo, dalla manipolazione e dalla triangolazione della relazione con il narcisista, la persona ha la possibilità di fare un'esperienza assolutamente inebriante: quella di innamorarsi di se stessa e di riprendere il controllo della propria vita.

Ora può immaginare qualsiasi cosa voglia, trasformare un cattivo umore in un umore buono.

E se pure volesse mantenere un umore negativo, potrà tranquillamente piangere tutto il tempo che desidera, senza avere nessuno che la giudica.

Quando si è da soli, non c'è più la pressione di essere qualcun'altro, ma si vive la libertà di essere completamente se stessi.

Quando si è circondati da persone tossiche, la nostra vita è stravolta da drammi continui, paranoie, insicurezze.

Questo è ancora più vero nel caso di una relazione con un narcisista.

La vita della persona viene completamente centrata sui bisogni del narcisista, e alla vittima non resta altro che combattere quotidianamente con bugie, discussioni, spiegazioni, chiarimenti e manipolazione.

Invece di essere se stessa, la persona si trasforma in una estensione del narcisista, provando costantemente a comprenderne le dinamiche o a difendere se stessa dal suo comportamento incomprensibile.

Dopo aver elaborato il dolore per la fine della relazione con il narcisista, la persona avrà bisogno di un tempo e di uno spazio fisico e mentale nel quale imparare nuovamente a stare bene con se stessa.

La mente è stata manipolata per molto tempo ed ha bisogno di tempo e disciplina per recuperare stabilità e tornare a vivere una vita senza drammi continui, senza ricercare costantemente l'approvazione di qualcun altro, senza vivere nella continua paura di fare un passo falso che potrebbe rovinare ogni cosa, senza giocare al detective, senza il love-bombing e l'idealizzazione.

Quando la persona è sola, non ci sono più fattori esterni a condizionare il proprio comportamento, non c'è più nessuno da convalidare o a cui pensare eccetto se stessa.

La persona rientra in contatto con la propria autenticità, con la vera se stessa, che potrà essere triste o felice, ma che ha ora il pieno controllo di sè e dipenderà unicamente dalle proprie prospettive.

Quando si diventa l'unica persona al mondo che può deluderci o ispirarci, tutto diventa molto più interessante ed entusiasmante.

E, soprattutto, più calmo.

 

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Il narcisista è in grado di creare caos ovunque vada, mantenendo contemporaneamente un'immagine di completa innocenza.

Passa sopra chiunque, lasciandosi alle spalle nient'altro che distruzione e confusione.

Persone responsabili e realizzate improvvisamente si ritrovano a pezzi.

In pochi mesi, a volte poche settimane, il narcisista distrugge tutta la serenità e la fiducia che la vittima ha costruito in un'intera esistenza.

Il narcisista entra nella vita della vittima, la affascina condizionandola a credere in lui, attiva uno stato di panico e paranoia e poi la guarda crollare.

L'ultimo atto è l'abbandono: il narcisista scompare senza dire una parola, lasciando la vittima sola a raccogliere i pezzi della propria devastazione.

La vittima finisce con l'interrogarsi rispetto alla propria stabilità mentale ed alla propria capacità di comprendere la realtà.

Solo con il tempo e l'elaborazione del proprio dolore, tutti questi pezzi mancanti verranno sostituiti con nuove qualità: empatia, compassione, creatività.

Questo perchè, nel proprio progetto di distruzione, il narcisista ha sottostimato un'importante qualità della vittima: la sua resilienza, la sua capacità di ricostruire se stessa e di riemergere.

Ad un certo punto, la vittima si troverà a smettere di cercare ad ogni costo l'approvazione dell'altro e si muoverà verso il rispetto di se stessa.

Ovviamente, ha sempre un senso cercare di far felice chi ci sta vicino, ma arriva il momento in cui la vittima è maggiormente in grado di valutare chi merita - e soprattutto ricambia - le proprie attenzioni e affetto.

Le persone empatiche sono una sorta di maestri per il narcisista; questo perchè il narcisista è in realtà affascinato dalle emozioni umane (pur non provandole) e cerca continuamente di rubare il "mestiere" alla propria vittima, utilizzando maschere e finzione.

Dando costantemente attenzione e fiducia, le persone empatiche rappresentano le prede preferite del narcisista.

Non c'è nulla di sbagliato nel dare attenzioni e fiducia, ma il rispetto di sè prevede la capacità di aspettarsi lo stesso dall'altro.

Questo accade quando la vittima inizia a riconoscere e a ricontattare la propria forza interiore; realizza che la propria empatia, la fiducia, la compassione ed il proprio amore non sono segni di debolezza, ma sono anzi il più prezioso aspetto di sè: quando viene condiviso con le persone giuste.

La vittima inizia a comprendere il proprio reale valore, inizia ad esplorare la propria creatività e smette di chiedersi cosa pensino gli altri.

Si ristabilizzano i propri confini, o forse si costruiscono per la prima vera volta.

 

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Ricostruire (o costruire) i propri confini è uno dei momenti più delicati nel processo di ridefinizione di sè.

Risulta quasi innaturale: come si può essere rigidi o ristretti con qualcuno che ha bisogno del nostro aiuto?

La vittima deve arrivare a comprendere la differenza tra le richieste irragionevoli ed i confini sani.

Maggiori confini significano minore compiacenza e questo potrebbe portare in alcune relazioni esistenti nella vita della vittima una serie di accuse.

Non bisognerebbe mai sentirsi nella necessità di difendere se stessi quando si è in una relazione affettiva, sentimentale o di amicizia che sia; non bisognerebbe mai sentirsi nell'obbligo di spiegare o giustificare perchè non si abbia voglia di partecipare ad uno o all'altro programma; non si dovrebbe mai avere la sensazione di camminare su una lastra di ghiaccio nel provare a riformulare una frase per la paura di innescare reazioni sgradite.

Questo tipo di relazioni, le persone che hanno questo modo di interagire, sono tossiche per le personalità empatiche.

La disponibilità, la gentilezza, l'empatia, vengono subito percepite e vengono utilizzate per manipolare le persone empatiche attraverso il senso di colpa ed uno stile passivo/aggressivo.

In realtà, in una relazione sana, ci si dovrebbe poter sentire a proprio agio nel confrontarsi rispetto alle proprie differenze ed avvantaggiarsi di critiche costruttive.

Quando ti ritrovi in una relazione in cui ci si scusa costantemente o si giustifica costantemente il comportamento dell'altro, fermati e semplicemente chiediti perchè quella persona non sia in grado di comportarsi in un modo che non richieda costantemente una spiegazione o una giustificazione.

Il problema non è mai la gentilezza o la disponibilità o l'empatia, il problema è la manipolazione che ne viene fatta.

 

 

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In maniera sorprendente ed inaspettata, l'amore ed il sesso dopo una relazione con un narcisista sono estremamente gratificanti e migliori di qualunque esperienza si sia vissuta prima.

Prima dell'esperienza con il narcisista, la persona era agganciata dalla passione intensa e dalla disperazione; ma ora è consapevole.

L'amore è gentilezza, dolcezza, tempo; l'amore è creativo e concreto.

La persona ora non ha più dubbi sui sentimenti del proprio partner.

Proprio a causa dell'abuso subìto, la vittima avrà bisogno di tempo; una persona davvero innamorata lascerà tutto il tempo necessario perchè si crei un legame basato sulla fiducia e sulla comunicazione.

Una volta recuperata completamente la fiducia, la (ex) vittima sperimenterà la capacità di essere in intimità fisica ed emotiva con l'altro, crescendo ed arricchendo se stessa.

Sarà finalmente in grado di applicare tutto ciò che ha imparato su di sè e sulle relazioni durante il processo di elaborazione del dolore.

Ora sa chi è e cosa merita; sarà in grado di dare liberamente, poichè sarà amata e rispettata.

Nella relazione con il narcisista, la vittima non sapeva mai a che punto fosse; viveva in un costante stato di incertezza, chiedendosi ogni giorno se lui l'amasse o meno.

 

Con un amore sano, tutta questo diventa solo un ricordo e si vive una relazione in cui si può dire "Questa persona non mi farà del male".

Pensaci per un istante.

Hai combattutto con un abuso psicologico ed emotivo così a lungo, hai sradicato i tuoi vecchi comportamenti e ridefinito la tua nuova vita.

La ricompensa è la tua libertà.

Non preoccuparti di cosa accadrà in seguito.

Forse sei già in una relazione sentimentale sana, ed è meraviglioso.

Ma se stai cercando il tuo compagno, sappi che arriverà e riconoscerà tutte le tue qualità uniche e preziose.

E, ancora più importante, quando l'avrai trovato lo riconoscerai dentro di te.

Non c'è fretta.

 

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La dottoressa Claudia Scarpati è psicologa psicoterapeuta, laureata presso la Facoltà di Psicologia dell'Università "La Sapienza" di Roma ed iscritta all'Ordine degli Psicologi della regione Lazio (Roma).
Esercita a Roma, come Direttrice e Responsabile dell'Area Clinica dello studio di Psicologia e Psicoterapia "La Bottega delle Emozioni", sito in

Viale dell'Aeronautica, 12 - Roma

(Eur Fermi Eur Laurentina Laghetto Aeronautica Europa)

 

Puoi prendere un appuntamento presso lo Studio di Psicologia e Psicoterapia "La Bottega delle Emozioni" di Roma telefonando al numero:

D.ssa Claudia Scarpati - 340 8048443 

 

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