Come uscire dalla fine della relazione

con un narcisista

 

 

 

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La fine di una relazione con un narcisista è molto diversa dalla fine di una relazione sentimentale sana.

L'elaborazione della fine di una relazione con un narcisista richiede molto tempo e chi è sopravvissuto a tale esperienza spesso vive un senso di frustrazione proprio perchè non riesce a guarire così velocemente come vorrebbe.

La maggior parte delle vittime di un narcisista mi dice che quello che desidera sopra ogni cosa è trovare una chiusura definitiva.

Alcune sperano di ottenere in qualche modo la definizione della fine della relazione dal narcisista stesso; altre sono convinte che quella chiusura sia praticamente impossibile.

Tutte le vittime si chiedono, ad un certo punto del percorso di elaborazione del dolore, se saranno mai in grado di uscire da tutto quel buio.

La buona notizia è che si, la chiusura definitiva è possibile.

E no, non arriverà dal narcisista.

Semplicemente sarà il risultato di un profondo lavoro dentro se stessi.

 

 

Perchè ci vuole così tanto tempo?

 

 

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Cosa vuol dire Essere stata con un narcisista

Andiamo prima di tutto ad analizzare che cosa ha vissuto la vittima di un narcisista.

 

La vittima di un narcisista ha vissuto l'esperienza di un amore artificiale, confezionato su misura: la propria personalità è stata rispecchiata e manipolata; ma ha comunque vissuto una storia d'amore.

L'amore è il legame più potente tra tutte le emozioni umane ed è sempre profondamente doloroso perdere qualcuno che si ama, qualcuno con cui si è progettato di passare il proprio futuro.

Al di là delle intenzioni del narcisista, il proprio sentimento d'amore è stato estremamente reale; ci vuole quindi tempo e impegno per uscire dalla depressione tipica della fine della relazione con un narcisista.

 

Chi vive una relazione con un narcisista, molto probabilmente si è impegnata in questa relazione più che in qualunque altra; ha messo più energia, più tempo, più impegno di quanto non abbia mai fatto prima.

In cambio, è stata ricompensata con una delle esperienze più crudeli e dolorose della propria vita.

Durante la fase dell'idealizzazione, il narcisista l'ha ricoperta di attenzioni, regali, lettere e complimenti.

Ha finto di essere esattamente tutto ciò che quella donna voleva.

Ogni cosa che faceva era perfetta e questo l'ha fatta sentire euforica, inconsapevole del fatto che il narcisista stava preparando per la propria vittima una seconda fase: quella della svalutazione e dell'erosione dell'identità.

La compagna del narcisista potrebbe iniziare a percepire una serie di segnali che le faranno sentire di poter essere sostituita in qualsiasi momento e questo attiverà una serie di pensieri ossessivi e ricorrenti.

Sono proprio questi pensieri ad assicurare il fatto che il narcisista sarà presente nella mente della propria vittima ogni singolo secondo della giornata.

Questo instabile e delirante stile di vita è esattamente quello che il narcisista mira a creare attraverso le bugie, il disorientamento e la triangolazione.

Avendo il narcisista sempre in mente, la vittima inizia a scivolare lentamente in uno stato di amore disperato. Inizia a pensare che se una volta si è sentita così entusiasta, appagata e corrisposta, quella persona sarà l'unica in grado di farla sentire così. E quando perde quella persona, sente il proprio mondo cadere in mille pezzi ed entra in uno stato di panico e devastazione.

 

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Questo legame è rafforzato dal magnetismo sessuale del narcisista, dal suo carisma e dal modo in cui allena la mente della vittima a divenire dipendente dalla sua approvazione.

Dopo essere stata adorata, idolatrata dal narcisista sotto ogni punto di vista, la sua vittima inizia ad abbassare la guardia e a riporre la propria autostima nelle mani del narcisista.

Come uno spacciatore di droga, il narcisista offre un pieno di emozioni durante tutta la prima fase della relazione; ma appena sentirà la propria compagna dipendente da lui, inizierà a respingerla e a ridurre la quantità di emozioni e stati d'animo positivi e nutrienti.

Lentamente, la vittima inizierà ad avere bisogno del narcisista sempre di più per tornare a sentirsi come agli inizi.

Inizierà a fare tutto quello che è in proprio potere per riaverlo indietro, mentre il narcisista farà di tutto per mantenerla affamata e dipendente dal suo amore e dalla sua approvazione.

 

Un altro aspetto tipico della relazione con un narcisista è la cosiddetta triangolazione.

Essere traditi è un'esperienza estremamente dolorosa, che lascia delle insicurezze a lungo termine e la sensazione di non essere mai sufficientemente brava o amabile.

Ci si ritrova costantemente a paragonare se stesse alle altre.

La differenza tra l'essere traditi e l'essere traditi da un narcisista è sostanziale:

Il narcisista non solo tradisce, ma non si preoccupa neanche di nasconderlo, sventolando in faccia alla vittima le proprie conquiste.

Se ne vanta, dimostrando quanto felice potrà essere quando avrà sostituito la propria compagna.

Il narcisista non dimostra alcuno dei segni di vergogna e colpa tipici di chi ha tradito, anzi è esaltato all'idea di dimostrare a tutti gli effetti che il proprio fascino ha sulle donne.

E' quasi impossibile spiegare la profondità del danno emotivo che questo provoca in una donna che è stata inizialmente l'oggetto dell'idealizzazione del narcisista.

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Tutto ciò che viene abitualmente appreso sulle relazioni con gli altri non può essere applicato ad un narcisista.

Durante la relazione, la partner del narcisista avrà provato ad essere comprensiva, leggera e a perdonare.

Non avrebbe mai creduto che la persona che amava potesse davvero usare tutto questo contro di lei; non ha senso.

Inizia quindi a passare il proprio tempo proiettando sul narcisista una normale coscienza, provando a spiegare e a spiegarsi un comportamento altrimenti inspiegabile.

Una volta che avrà scoperto di aver avuto a che fare con un narcisista, cambierà il senso di ogni cosa.

Si sentirà disgustata; ogni ricordo, ogni esperienza che inizialmente aveva classificato come "accidentale" o "goffa", finalmente acquisirà un significato ed un senso.

Proverà a spiegare ai suoi amici o ai suoi familiari, ma nessuno sembrerà davvero comprendere cosa ha vissuto.

Questo è il motivo per cui la convalida della propria esperienza è fondamentale.

Quando si entra in un percorso terapeutico o in un gruppo di sostegno alle vittime di un narcisista, ci si rende conto di non essere impazzita, proprio perchè non si è più sola in un'esperienza così disumana.

Ci vuole molto tempo per comprendere gli aspetti e le dinamiche del narcisista. Si scoprirà che non sempre le persone sono brave persone, e si potrebbe iniziare a sentirsi sospettosa, ipervigile e ansiosa.

Il processo di guarigione è proprio relativo all'imparare a bilanciare questo nuovo stato di vigilanza con uno spirito fiducioso.

Dopo l'inevitabile abbandono, le vittime del narcisista provano un tale senso di vuoto che non può essere semplicemente classificato come depressione.

E' come se la propria identità si fosse completamente dissolta.

La vittima del narcisista si sente intorpidita rispetto a qualunque cosa la circondi; ciò che un tempo la rendeva felice, ora sembra lasciarla indifferente ed inizia a temere che la propria esperienza con un narcisista abbia per sempre sgretolato la propria capacità di empatizzare, di sentire e di amare.

Nella mia esperienza come terapeuta, questo è proprio l'aspetto che richiede il maggior tempo di guarigione.

Inizialmente, la persona si sentirà persa e spaventata, ma la propria identità, se stessa, è ancora lì.

Sei ferita, questo è certo, ma ci sei ancora.

Via via che si strutturerà il processo terapeutico, quella donna inizierà a riscoprire il rispetto di se stessa ed i propri confini.

Potrà lasciare questa esperienza alle spalle, con una profonda consapevolezza su se stessa e sulle relazioni che la circondano.

Seppure incontrerà ancora persone narcisiste, non le lascerà più sostare nella propria vita a lungo.

Non avrà più tempo per i giochi mentali e le manipolazioni, ma andrà alla ricerca di gentilezza, onestà e reciprocità, perchè non meriterà nulla di meno di tutto questo.

Questa nuova forza è il più grande regalo che possa derivare dall'esperienza con un narcisista e vale ogni singolo secondo del processo di guarigione, perchè servirà per tutto il resto della propria vita.

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Puoi approfondire l'argomento in L'elaborazione del dolore - Prima Fase e L'elaborazione del dolore - Seconda Fase

 

 

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La dottoressa Claudia Scarpati è psicologa psicoterapeuta, laureata presso la Facoltà di Psicologia dell'Università "La Sapienza" di Roma ed iscritta all'Ordine degli Psicologi della regione Lazio (Roma).
Esercita a Roma, come Direttrice e Responsabile dell'Area Clinica dello studio di Psicologia e Psicoterapia "La Bottega delle Emozioni", sito in

Viale dell'Aeronautica, 12 - Roma

(Eur Fermi Eur Laurentina Laghetto Aeronautica Europa)

 

Puoi prendere un appuntamento presso lo Studio di Psicologia e Psicoterapia "La Bottega delle Emozioni" di Roma telefonando al numero:

D.ssa Claudia Scarpati - 340 8048443 

 

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